Salvatore Iacopino | Famiglia Iacopino di Palizzi
Iacopino, Palizzi, Assumma,
1912
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Storia di famiglia Cap. 6 Nascita di Francesco Iacopino.

Storia di famiglia Cap. 6 Nascita di Francesco Iacopino.

1842 Nascita di Francesco Iacopino (mio trisavolo)   Dopo qualche anno dalla “adozione” della piccola Caterina, nel 1842 vide la luce il mio trisavolo. Il piccolo Francesco nacque alle ore 10.00 del 26 aprile 1842. 

Quell’anno, Sindaco di Palizzi era Giuseppe Vittrici. Fu lui a firmare l’Atto di nascita, con numero d’Ordine 22.  Testimoni della dichiarazione di nascita furono Luigi Sergi, di anni 50, di professione Ferraio e Carlo Scopelliti, di anni 53, di professione Calzolaio, entrambi domiciliati in Palizzi. Letto al dichiarante ed ai testimoni, l’Atto fu firmato dall’Ufficiale Civile e “non dal dichiarante e testimoni, perché chiesti dissero che non sanno scrivere”.

Come da consuetudine, Francesco fu battezzato quasi immediatamente, come risulta dall’apposita “INDICAZIONE” nell’Atto, dove si legge che il Parroco della Chiesa di Sant’Anna ha restituito il “notamento” dell’Atto di nascita  ricevuto dal Comune, in piè del quale ha indicato che il Sacramento del battesimo è stato amministrato a Francesco nel giorno ventinove.

 

Per grande fortuna di chi scrive, il piccolo Francesco non fu tra quei numerosissimi suoi coetanei morti infanti. La mortalità infantile, infatti, in quegli anni fu alta ben più del solito.

Dai Registri Parrocchiali apprendiamo, infatti, che in poco più di due anni e mezzo (a partire dal 1840) morirono nel Borgo di Palizzi 60 fanciulli, dei quali 31 di età inferiore ad un anno.

1845 Nascita di Antonia Iacopino  Agli inizi del 1845, anno in cui Palizzi contava una popolazione di 1.700 anime e il Casale di Pietrapennata circa 500,  Bruna partorì un’altra bambina, cui fu dato nome Antonia.

 

1848 Nascita di Vincenzo Iacopino  Infine, tre anni dopo, proprio nel periodo di quei noti sconvolgimenti politici spenti nel sangue dalla dura reazione borbonica, in coincidenza con la morte del capostipite, Pasquale Iacopino, avvenuta a Condofuri qualche mese prima, in casa di Bruna e Tomaso arrivò un altro figlio. Era il 17 giugno 1848. Al piccolo fu dato nome Vincenzo.

A questo punto la famiglia di Tomaso e Bruna cominciava ad essere piuttosto numerosa. Sette figli, tra i quali vi era anche Bruna, la figlia che Tomaso aveva avuto dal suo primo matrimonio con Annunziata Sideri e che adesso aveva un’età più che giusta per accasarsi. E infatti, il matrimonio della giovane figlia di Tomaso, si celebrò l’anno successivo.

 

 

Matrimonio di Bruna Iacopino   Nel mese di luglio 1849, Bruna Iacopino, di anni venti sposò Orazio Assumma, di anni ventotto, nato a Reggio, ma domiciliato a Palizzi. Il giovane sposo – figlio del falegname del paese, Bruno Assumma – di professione faceva il murario; professione, che non sembra doversi riferire all’attività di muratore tout court, ma più probabilmente a quella di costruttore di muri a secco. La madre del giovane, già morta a Reggio Calabria il 27 agosto 1837, si chiamava Vincenza Furnè (o Furcì).

I quattro testimoni di Palizzi intervenuti alla solenne promessa furono: Pasquale Musitano di anni quaranta di professione bracciale; Giuseppe Fiumanò di anni Cinquanta di professione macellaio; Domenicantonio Plutino  di anni ventitre di professione massaro; Tommaso Aiello di anni trentasei di professione bracciale.  Testimoni della celebrazione religiosa furono Antonio Callea e Giuseppe Romano.

Bruna Iacopino morirà a Palizzi Marina, in Contrada Calé, il 1° luglio 1890, all’età di 61 anni, risultando già vedova di Orazio Assumma.

Non ho approfondito la storia di questa famiglia, ma immagino che molti degli attuali Assumma di Palizzi Marina siano discendenti di Bruna, e quindi miei lontani parenti.

 

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1851 Nascita di Giuseppa  Con il matrimonio di Bruna, il numero di figli presenti in casa di Tomaso si ridusse di un’unità. Ma, come spesso accade, per una figlia che esce di casa, un’altra ne entra! Appena due anni dopo, infatti, Tomaso e Bruna ebbero un’altra figlia, cui diedero nome Giuseppa. La piccola nacque a Palizzi il 16 settembre 1851.

Ma com’era la vita in paese? Cosa offriva Palizzi ai suoi cittadini?

Stando a quanto scrivono gli Amministratori pubblici di allora Palizzi “offre carne di piccoli animali ogni giorno e quella di vaccina ogni settimana  […]  offre più botteghe con depositi di pasta e riso e generi coloniali […] si trovano pure due o tre merciaioli che forniscono musoline, tappeti di cotone e di lino nonché qualche capo di biancheria. […] non mancano ogni specie di ortaggi e vino ottimo ed abbondante, vi sono quattro mulini…

Insomma, a giudizio degli Amministratori del tempo, “Palizzi non solo ha il necessario per sé, ma anche provvede del bisognevole ai Comuni vicini”.

A questo periodo risale il tragico episodio della frana del rione Santa Domenica; una frana, che fece scivolare un’intera fetta del paese nel fiume in piena. Nella piazza di Santa Domenica si trovava pure l’antica chiesa di S. Francesco (comunemente detta di Santa Domenica); e la frana in questione, in tempo di notte,  inghiottì la metà della chiesa e le case che le stavano attorno. L’altra metà della chiesa di S. Francesco durerà fino al 1958, quando sarà demolita in seguito ai lavori di consolidamento definitivo della frana.

1852 Morte di Tomaso Iacopino

Ad appena un anno di distanza dalla nascita della sua ultima figlia, il mio quadrisavolo concluse la sua fugace apparizione in questo mondo.

Tomaso morì nel primo pomeriggio di sabato 4 settembre 1852.  Circa un’ora dopo, presso gli uffici dello stato civile del Comune di Palizzi, Sindaco Vincenzo Lucianò, sono comparsi Bruno Profazio di anni  quaranta di professione bracciale,  regnicolo domiciliato in Palizzi ed Antonino Aiello, d’anni quaranta, di professione massaro, regnicolo, domiciliato ivi; i quali han dichiarato, che nel giorno sudetto del mese di settembre dell’anno sudetto alle ore quattordici è morto Tommaso Iacopino, marito di Bruna Profazio, nato in Condofuri, di anni quarantasei, di professione ferraio, domiciliato in Palizzi, figlio del fu Pasquale.

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