Salvatore Iacopino | A
3623
page-template-default,page,page-id-3623,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,transparent_content,qode-theme-ver-13.8,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.5.0,vc_responsive

A

MENU DIZIONARIO
 
Abbàsciu giù (in giù)
Acciasedano
Acquazzìnarugiada, brina
Addrìttain piedi, all’impiedi.
Affujùnidi corsa, velocemente.
Aguànnuquest’anno
Alìcanome con il quale era chiamato il sito dell’antico convento di  Santa Maria di Alìthia (Santa Maria della Verità), situato nelle campagne di Pietrapennata, di cui ancora oggi sono visibili i resti. Era il terzo monastero basiliano presente nelle terre di Palizzi, insieme a quello di  Santa  Maria di Apìta,   che  si  trovava, presumibilmente, nella campagna dell’attuale Jermanada, e a quello di Sant’Ippolito,  da cui gli altri due dipendevano.
Allintrasàttudi colpo, all’improvviso. L’originaria preposizione articolata  (al) si è ormai legata alla parola (intrasattu).
Allùrmu  La condizione di chi, nel gioco a carte patrùni e sutta non beveva nemmeno un goccio.
Ammùzzu  a casaccio
Ancòddhuaddosso (anche “dancòddhu”)
Anìtiinsieme (domani jamu anìti nto paìsi!)
Àrcita  località di campagna a nord del paese, sulla destra orografica della fiumara.
Armacèramuro a secco, utilizzato per limitare fondi vicini o come argine a un corso d’acqua; più frequentemente, per contenere il terreno nella coltivazione di aree scoscese (dal greco ermakìa), (v. Ntiva).
Àspituserpente velenoso, rappresentato come un animale immaginario, particolarmente cattivo e dall’aspetto pauroso. In senso figurato, il termine indicava una persona particolarmente violenta, dal carattere velenoso (si jiettàu cuntr’a mmia comu a n’aspitu!)

Condividi su