Salvatore Iacopino | J
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Jacciughiaccio
Jamunìndi  andiamo via
Janchijàrisbiancare, tendere al bianco
Jancu  bianco
Jarmàricausare liti (Jarmatàru: colui che tende a causare liti e questioni).
Jenca  vacca giovane non ancora pronta per la riproduzione, giovenca.
Jencutoro giovane d’età e di sviluppo
Jènnirugenero
Jelugelo
Jermànuqualità tradizionale di segale
Jettàri gettare, buttare via
Jettugetto, germoglio (si dice jettàu della pianta che ha fatto i germogli)
Jìmbugobba
Jinchìririempire
Jinèstraginestra. Come in molti paesi della Calabria, anche a Palizzi, la lavorazione della ginestra, per farne filati da lavorare al telaio, era una pratica molto diffusa. Si realizzavano così coperte, sacchi per la farina, tovaglie, lenzuola, ecc. La lavorazione era una pratica lunga e laboriosa, che prevedeva, tra le altre cose, dopo la raccolta e la bollitura, che i fascetti di ginestra fossero  immersi per alcuni giorni nell’acqua corrente della fiumara, finché la corteccia non fosse sufficientemente matura per essere lavorata. Ecco cosa prevedeva a questo riguardo il Regolamento di Polizia Urbana e Rurale di Palizzi, dell’anno 1853: << Art. 40.  La macerazione dei lini, della canapa e della ginestra che si fa in acqua non corrente debbe eseguirsi in luoghi distanti tre miglia dall’abitato e quella dei sopradetti lini, canape, e ginestra che si fa in acqua corrente debbe eseguirsi nel luogo detto Calcinaro al di sotto delle rocce del luogo medesimo>>.

A proposito della lavorazione della ginestra a Palizzi, si veda la videointervista realizzata nell’ambito del progetto Kalabria Experience Tour 2015 dalla Pro-Loco di Brancaleone

Jìri  andare  (jìri i corpu, espellere le feci)
jìritudito
Jisàrialzare (Ti jisàsti prestu ‘sta matìna?, Ti sei alzato presto stamani?)
Jocatùrasolitamente riferito alla rotula, il termine indicava in generale ogni giuntura degli arti, il punto dove si compie il ‘gioco’ dell’articolazione.
Jùncu  giunco, arbusto dai rametti sottili, lunghissimi e flessibili.
Jùntaquantità contenuta nei due palmi delle mani congiunte. Diminutivo: junticeddha. L’espressione ‘na jùnta corrisponde all’italiano “una manciata”.
Juntàrisaltare (juntài ‘i ll’arburu e fujìà: sono saltato giù dall’albero e sono scappato); accorrere saltando (juntài ‘nu sart’a casa: ho fatto una capatina veloce a casa).
Jùsusotto

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